"Le preoccupazioni del Commissario europeo alle Telecomunicazioni Reading rispetto alla tutela della privacy degli utenti di Internet sono condivisibili, soprattutto quando queste si riferiscono ai minorenni, spesso ignari dei rischi che nasconde la Rete”. Lo afferma Daniela Melchiorre, ex-sottosegretario alla Giustizia, oggi deputato e presidente dei Liberal Democratici. “Tuttavia – prosegue - mi preme sottolineare che, negli ultimi anni lo sviluppo di social network come My Space o Facebook ha rappresentato un positivo aumento delle possibilità di espressione e di manifestazione del proprio pensiero.
Personalmente, da iscritta a Facebook, sono stata contattata da
moltissime persone interessate alla mia attività politica e ho potuto
comunicare le mie idee a tanti cittadini. Accanto alla giusta
repressione dei reati contemplati dal codice penale – aggiunge l’On.le
Melchiorre - quali l’incitamento all’odio razziale, la pedopornografia
e l’apologia di reato, è necessario vigilare affinché le legislazioni
nazionali e comunitarie non sopperiscano con la censura all’assenza di
conoscenza dei nuovi media, contravvenendo al principio della libertà
d’espressione. In questo senso, - conclude - preoccupano alcune recenti
prese di posizioni di esponenti politici italiani, evidentemente poco
pratici di Internet, fautori in Parlamento di alcune norme discutibili
che, qualora approvate, renderebbero il confine tra la repressione
degli illeciti e il controllo delle idee piuttosto sottile”.